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Pomeriggio in… grotta

Il silenzio riempiva la grotta come il mare in tempesta l’insenatura di un porto, e nella mia mente il ricordo di quell’estate provava a trascinarmi nei meandri di una tristezza normalmente a me sconosciuta.
Cosa rimaneva ora, di quella sere passate qui dentro a raccontarsi la vita, a bere, sfiorarsi e immaginare un futuro che nessuno dei due poteva permettersi di farsi appartenere… Che bella era, e quanto più bella appariva al bisogno di sognarla mia, anche solo per quell’estate…
Dove sei? è da quell’ultima sera passata qui dentro, da quel bacio non dato e continuamente rimpianto che non la vedo…ho il suo numero e non la chiamo, incontro i suoi amici e non chiedo di Lei…solo perché ho un’infinita voglia di continuare a immaginarla come mi serve immaginarla. Anche la grotta non è cambiata…come tutto qui intorno non cambia…ma oggi, senza di Lei, non è più un nido, un rifugio, una culla…è solo una silenziosa, sommersa e fresca grotta.

I primi amici…

La giornata di oggi è stata segnata da una gradita sorpresa…
Appena ho aperto la porta, mi sono ritrovato queste otto zampe che con gli occhietti dolci mi chiedevano non tanto un tozzo di pane quanto una casa, una carezza, una coperta azzurra su cui mordersi a vicenda le orecchie…
Che simpatici sono ! Ho pensato subito a come chiamarli, a cosa dargli da mangiare e a dove farli dormire questa notte , e invece forse avrei dovuto chiedermi dove fossero stati fino a stamattina, a chi appartenessero e al perché fossero spuntati così, improvvisamente, senza darmi nemmeno un giorno di tempo per sentire la mancanza di Betsy, il cane che ho lasciato in città… Forse questo è il segno di una quotidianità in cui le risposte arrivano senza che io debba fare domande…ma torniamo ai nomi? Proprio per non tradire lo spirito di questo blog vorrei che il nome di questi due cagnetti, li scegliessi tu caro lettore…ammesso che qualche lettore ci sia…
Credo a questi due simpatici amici del nome non importi nulla…

Approdato!

E’ stato incredibile…arrivare nella casa e ritrovare le sue mura così sfacciatamente insensibili al tempo, alle persone che non ci sono più, ai capelli che sono caduti e ai brufoli che sono spariti, è davvero pazzesco !
Sono rimasto immobile nella grande stanza da pranzo per alcuni minuti. E in quei secondi, improvvisamente dilatati, lenti, profondi ho rivisto i commensali che occupavano sempre gli stessi posti…ho risentito le frasi, i racconti che si ripetevano uguali in quelle infinite adunate familiari…
Poi ad un tratto i ricordi, la voglia di ricordare sono stati sopravanzati dalla necessità di rendere ancora una volta accogliente quella casa che di persone ne aveva accolte parecchie e doveva, con il mio aiuto, prepararsi all’ultimo regalo prima di essere forse venduta…
Non sapevo da dove cominciare, ma poi l’ho fatto ed ora sono qui, nel letto in ferro battuto con due angioletti di madreperla sulla testata, stanchissimo, tanto per oggi quando per quello che dovrò fare domani e dopo domani, etc…etc…etc…